« In quel momento capii che ero solo. Completamente solo. Avrei potuto prendermi a calci. Eppure ora erano insieme, loro due, chini su quell'invisibile mostro in erba, gli occhi luccicanti come una famiglia felice. Mentre io me ne rimanevo da solo con il mio astio e un dolore talmente forte da somigliare a una tortura. Come se mi trascinassero lentamente sopra un letto di lamette. Un dolore tanto forte che accoglieresti la morte con un sorriso, pur di liberartene. "Non mi è rimasto più niente", dissi con voce strozzata. »